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Archivio Navale di Massilia

Esplora i protagonisti, i miti, i luoghi e la cronologia completa dell'universo de "Massilia".


Marco Emilio Lepido

Pretore Urbano e Comandante

Incaricato da Cesare in persona, deve supervisionare l'urgente allestimento della flotta a Ostia. Applica una ferrea disciplina militare alle indagini e alla gestione dei cantieri.

Diodoro

Caposquadra dei Navalia

Un uomo robusto con le mani segnate dalla fatica, rispettato dai carpentieri. Porta il peso di una grande responsabilità lavorativa e di un profondo tormento familiare.

Decio

Optio della Classis

Braccio operativo di Lepido. Militare razionale, dal comando diretto e dalla lealtà incrollabile, che rifiuta le superstizioni in favore del pragmatismo tattico.

Antonio

Architetto Navale

Il tecnico responsabile della costruzione delle quinqueremi. Vive costantemente sotto la schiacciante ansia da prestazione e la paura di fallire i tempi imposti.

Lidia

Figlia di Diodoro

Una bambina di circa otto anni, affetta da una progressiva e dolorosa infezione agli occhi (tracoma). Rappresenta il lato più dolce e vulnerabile della vita del caposquadra.

Lucio

Operaio dei Cantieri

Pragmatico collega e caro amico di Diodoro. È la voce schietta della galleria dei lavoratori marittimi, leale e rispettoso, ma mai sottomesso all'autorità.

Decimo Bruto

Propretore e Ammiraglio

Comandante della flotta romana alleata di Cesare. Abile stratega in mare aperto, attende con impazienza il completamento delle navi per spezzare l'assedio nemico.

Nasidio

Ammiraglio Avversario

Il risoluto comandante delle forze navali massiliote, pronto a difendere l'indipendenza e la potenza della sua fiera città-stato sul mare.

Gaio Giulio Cesare

Dittatore e Generale

Pur agendo da lontano, la sua ingombrante ombra e la sua inesorabile volontà di ferro permeano ogni ordine e ogni asse di legno piantata ai Navalia.

Publio

Centurione dell'XI Legione

Commilitone e fedele militare al servizio di Lepido. Funge da instancabile tramite per le delicate comunicazioni strategiche e operative.

Giovane Fornarina (Lucrezia)

Lavoratrice del Pistrinum

Con la sua dolcezza e i suoi pani al miele, rappresenta l'umanità, l'accoglienza e il calore della normale vita civile tra la fuliggine e le fatiche del porto.

Marco Vipsanio Agrippa

Giovane Apprendista

Un giovanissimo e brillante ragazzo incrociato nei pressi di Castrum Novum, la cui intelligenza vivace lascia già presagire un radioso destino legato al mare.

Lucio Scribonio Libone

Nobile Pompeiano

Personaggio dal nobile lignaggio che si muove nel tessuto di Ostia, incarnando le tensioni politiche e le fitte reti di influenze che ancora sopravvivono nell'ombra.

Giunia

Moglie di Lepido

Rimasta nell'Urbe, è la persona di cui il Pretore si fida maggiormente, destinataria delle sue più intime e attente corrispondenze epistolari.

Il Greco

Medico

Figura sapiente e distaccata, un professionista dell'arte medica essenziale per curare quei mali che sfuggono all'autorità del gladio.

Titano (I Titani)

Il Mito: Figure primordiali della mitologia greca, figli di Urano e Gea. Erano dotati di una forza incommensurabile e governarono il mondo durante l'Età dell'Oro prima di essere confinati nel Tartaro dagli dèi dell'Olimpo.

Nella Storia: Danno il nome alla classe delle gigantesche quinqueremi in costruzione ai Navalia. Rappresentano la potenza bellica assoluta di Roma, ma anche un orgoglio umano titanico e superbo che sfida le spietate forze del mare.

Oceano

Il Mito: Il Titano che personificava il grande fiume cosmico, un flusso d'acqua primordiale, inarrestabile e senza fine, che circondava l'intera terra conosciuta.

Nella Storia: È il nome di una delle imponenti navi della flotta di Cesare. Durante la brutale battaglia di Tauroenta, l'Oceano si fa strada tra i vascelli nemici, incarnando l'implacabile furia e la massa letale dell'elemento a cui è intitolata.

Atlante

Il Mito: Il Titano condannato da Zeus a reggere per l'eternità sulle proprie spalle il peso della volta celeste, eretto a simbolo universale di resistenza titanica a una fatica cosmica.

Nella Storia: Un'altra delle possenti navi romane. Nel cruento ingaggio a Tauroenta, sopporta passivamente i violenti speronamenti massilioti ("Atlante sobbalzò") ed è sottoposta a un disperato autoaffondamento tattico, immolandosi per il resto della squadra.

Crono

Il Mito: Re dei Titani, legato all'inarrestabile scorrere del tempo che tutto divora per mantenere il proprio potere (per i romani, Saturno).

Nella Storia: Una nave ammiraglia della flotta repubblicana. Il suo nome è il perenne promemoria di quella "clessidra" tirannica di tempo impostale da Cesare, che costringe i carpentieri a turni inumani e massacranti.

Atreo

Il Mito: Re di Micene e figura centrale di un atroce ciclo tragico. Per vendicarsi del fratello Tieste, che gli aveva insidiato la moglie, Atreo uccise i figli di lui e glieli servì in un banchetto nuziale.

Nella Storia: La sua maschera e il suo fato fungono da specchio teatrale (capitoli 11/12). La crudele vendetta di Atreo fa da parallelismo alla spietatezza dei sabotatori di Ostia e alla brutalità della verità svelata nell'ombra.

Tieste

Il Mito: Fratello di Atreo. Ignaro, consumò la carne dei propri figli. Una figura tragica, condannata dall'ambizione e dal tradimento familiare dei più sacri vincoli di consanguineità.

Nella Storia: Come Atreo, è rievocato durante l'assedio teatrale per fare eco all'essenza stessa della "guerra fraterna" (la Guerra Civile Romana): un conflitto atroce in cui cittadini e parenti si massacrano e si ingannano senza pietà.

Cerbero

Il Mito: Il colossale e mostruoso cane a tre teste (talvolta a cinquanta) incaricato di sorvegliare i cancelli dell'Oltretomba, bloccando chiunque tentasse di uscire dall'Ade.

Nella Storia: È il cupo appellativo metaforico usato per identificare i "canes pugnaces", gli enormi mastini che pattugliano di notte i moli di Ostia, rendendo l'isolato cantiere navale un girone infernale senza scampo.

Averno

Il Mito: Un lago di origine vulcanica in Campania le cui acque scure e i vapori mefitici portavano i romani a ritenerlo il varco fisico e tangibile verso il mondo dei morti.

Nella Storia: Usato come costante metafora spaziale e psicologica ("Averno" o "limitar di Dite") per descrivere i cantieri di notte. Luoghi oscuri e intrisi di sudore, in cui il pericolo di morte da sabotaggio è ovunque.

Tartaro

Il Mito: L'abisso più profondo e tetro dell'Oltretomba greco-romano. Un carcere oscuro e inespugnabile di eterna tortura destinato ai nemici degli dèi (come i Titani) e ai peggiori empi.

Nella Storia: Richiama in modo calzante l'atmosfera oppressiva che avvolge le lavorazioni notturne nei Navalia. Schiavi, legionari e artigiani si aggirano come anime dannate sottomesse a una fatica alienante e distruttiva.

Giove (Giove Ottimo Massimo)

Il Mito: Re del pantheon romano, signore dei cieli e della folgore. Garante assoluto e supremo dell'ordine cosmico, dell'autorità dello Stato e della sacralità dei patti solenni.

Nella Storia: La figura divina centrale a cui soldati e prefetti si appellano nei giuramenti formali ("Gli dèi sono con noi!"). Richiamarlo significa imporre il peso della disciplina romana e la giustizia del fato contro il caos e l'insubordinazione.

Giunone

Il Mito: Regina degli dèi, consorte di Giove. Severa divinità protettrice del vincolo matrimoniale, del parto e, come Iuno Moneta, anche della stabilità economica di Roma.

Nella Storia: Membro fondamentale della "Triade Capitolina". La sua solenne invocazione consolida il potere morale e l'incorruttibilità delle istituzioni repubblicane, che Lepido difende strenuamente nel mezzo del sangue civile.

Minerva

Il Mito: Dea della guerra strategica, della sapienza e del genio artigianale. La leggenda la vuole nata, già completamente armata, direttamente dal cervello del sommo Giove.

Nella Storia: Citata nel romanzo insieme alla "Vittoria". Assiste e tutela in senso traslato tutto l'imponente ingegno ingegneristico, le perfette simmetrie navali e l'abilità tecnica (rubrica fabrilis) dei maestri falegnami d'ascia.

Venere Genitrice

Il Mito: Madre di Enea e capostipite della Gens Iulia. Dea della bellezza e dell'amore vitale, assunta da Giulio Cesare come sua protettrice e mitologica antenata diretta.

Nella Storia: Il marchio della Dea è impresso nella cera rossa del sigillo personale del Dittatore. Più che un simbolo religioso, nel romanzo è una minaccia: una firma che impone l'invincibile, spietata autorità di Cesare sui cantieri.

Nettuno

Il Mito: Il tempestoso e vendicativo signore degli oceani e dei terremoti. Può scatenare tremende bufere con un colpo del suo tridente, annegando in un attimo l'orgoglio dei marinai.

Nella Storia: Molto più di un dio astratto: a Massilia e a Ostia, Nettuno incarna la forza letale dell'ambiente marino. I presunti incidenti ai cantieri ("Nettuno non vuole") celano l'eterna battaglia tra la ragione degli ingegneri romani e la feroce superstizione degli uomini del mare.

Selene

Il Mito: Divinità lunare arcaica. Ogni notte guida il suo gelido carro d'argento nel firmamento, offrendo un barlume di pallida luce a viaggiatori e creature dell'oscurità.

Nella Storia: L'immutabile e impassibile testimone cosmico ("Selene lo inseguiva"). Durante il caotico sabotaggio notturno o nei fumosi sconti navali, la sua fredda orbita ricorda costantemente ai soldati l'indifferenza dell'universo al loro sangue e alla loro transitoria miseria.

Lari

Il Mito: Antichi ed eterni spiriti protettori domestici. Riposavano in un sacrario interno (il larario) e garantivano serenità, unione familiare e salute alla casa e ai propri membri.

Nella Storia: Per il tormentato costruttore Diodoro, l'edicola dei Lari (associata alle lunule infantili) costituisce l'unico appiglio mentale. Funzionano come ultimo disperato argine privato contro la brutalità politica e militare che spazza via ogni parvenza di umanità a Ostia.

Dite (Dis Pater)

Il Mito: Divinità primigenia romana, custode delle ricchezze nascoste nel profondo della terra. Per la sua natura sotterranea era strettamente legato all'oltretomba e a Plutone.

Nella Storia: L'immagine dei "ministri a limitar di Dite" decodifica, agli occhi stanchi dei protagonisti, le silhouette dei sabotatori. Uomini che perdono il proprio statuto civile riducendosi a pericolose ombre infernali scaturite dalle tenebre.

Castore e Polluce (I Dioscuri)

Il Mito: Gli inseparabili eroi gemelli, patroni della cavalleria e salvatori provvidenziali nelle antiche e disperate battaglie campali della Repubblica romana.

Nella Storia: Il loro iconico tempio si erge come punto di riferimento architettonico nel Foro di Roma. Lepido lo osserva prima di partire, facendo da austero promemoria del valore militare, della giustizia equestre e dell'eroismo fraterno che dovrebbe regolare ogni pretoriano.

Arpia

Il Mito: Crudeli creature chimeriche con volto di fanciulla e artigli e ali d'uccello rapace, storicamente mandate dagli dèi come implacabili ministri di sciagure, carestie e tempeste.

Nella Storia: Citate nel romanzo (Ch8) per personificare il morso inesorabile del tormento e della cattiva sorte. L'Arpia incarna il fato funesto e invisibile che minaccia costantemente coloro che lavorano circondati dai pericoli del mare.

Veiove (Veiovis)

Il Mito: Criptica e antica divinità di ascendenza etrusca. Un dio ambiguo, forse il protettore delle guarigioni oscure e delle forze curative giovanili invocate contro la malattia.

Nella Storia: Il dio viene fugacemente richiamato attraverso una promessa superstiziosa e disperata. Simboleggia il radicato attaccamento alla pietas antica dei personaggi umili di fronte alla cecità implacabile causata dal tracoma o dall'oscurità politica.

Guerra civile (Cesare vs Pompeo)

Il grande conflitto fratricida che fa da cornice all'intero romanzo (49-45 a.C.). Una guerra logorante per il controllo della Repubblica, in cui la conquista di Massilia diventa vitale per assicurarsi le preziose rotte verso l'Ispania e i rifornimenti.

Assedio di Massilia

L'evento centrale della narrazione. Nel 49 a.C., la potente città-stato neutrale si trova stretta nella morsa terrestre di Trebonio e nel blocco navale dell'ammiraglio cesariano Decimo Bruto, diventando il teatro di una spietata guerra d'attrito.

Campagna dei Pirenei

La «clessidra» militare di Cesare. Una rapida operazione militare lanciata all'inizio della guerra civile per assicurarsi i valichi montani strategici. Un'avanzata che impone ai cantieri di Ostia un ritmo di costruzione navale del tutto asfissiante e disumano.

Campagna in Ispania

Il cruciale scacchiere strategico marittimo e terrestre. Il controllo della Penisola Iberica e la neutralizzazione delle forze di Afranio e Petreio sono l'obiettivo immediato di Cesare; obiettivo raggiungibile solo sconfiggendo la flotta massiliota.

Battaglia di Tauroenta

Lo scontro epico che segna il culmine del romanzo. Nelle aspre acque antistanti la fortezza massiliota, le possenti e instabili quinqueremi romane (i "Titani") si scontrano corpo a corpo con l'agile e mortale flotta guidata dall'ammiraglio Nasidio.

Idi di Marzo

Un'ombra funesta che si proietta sull'epilogo della storia, ambientato nel 44 a.C. L'imminente assassinio di Giulio Cesare sancisce la tragica fine di un'era e getta una luce profetica e amara sui giuramenti fatti cinque anni prima ai Navalia di Ostia.

Ostia Antica

Centro marittimo nevralgico della Repubblica Romana, vitale per il transito delle truppe, l'approvvigionamento dell'Urbe e l'imponente sforzo cantieristico per la guerra civile.

Mappa

Massilia (Marsiglia)

La potente città-stato focese alleata di Pompeo, assediata per terra e per mare dalle forze di Cesare, la cui resistenza è il fulcro del conflitto marittimo.

Mappa

Castrum Novum

Avamposto costiero romano e porto lungo la via Aurelia, fondamentale per il pattugliamento navale e le prime prove in mare aperto della flotta.

Mappa

Genua (Genova)

Antico porto ligure, strategico snodo marittimo nel Tirreno settentrionale che controlla i movimenti prima di spingersi a occidente verso Massilia.

Mappa

Porta Romana

L'ingresso principale orientale di Ostia Antica, alla fine della trafficata Via Ostiense che la collega direttamente alla capitale.

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Porta Marina

L'antico accesso occidentale di Ostia, affacciato direttamente verso l'antico litorale marittimo e spazzato dai forti venti costieri.

Mappa

Necropoli della Via Ostiense

La distesa sepolcrale che fiancheggia l'arteria principale verso Roma. Un intricato labirinto di tombe che segna il muto confine tra il mondo dei vivi e l'Eternità.

Mappa

Capitolium di Ostia

Il fulcro religioso della colonia. Nel 49 a.C. il tempio presentava un assetto architettonico arcaico, ma già dominava incontrastato il Foro cittadino.

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Teatro Romano

L'area destinata al raduno e agli spettacoli. All'epoca non era la maestosa opera in muratura odierna, ma un'imponente e affollata struttura provvisoria lignea.

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Horrea di Ostia

I formidabili magazzini commerciali dove le immense ricchezze del Mediterraneo, e in particolare il grano vitale per sfamare l'Urbe, venivano stoccati sotto stretta sorveglianza.

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Magazzino del Sale

Un deposito cruciale per la conservazione delle merci portuali e del preziosissimo sale (vitale per le razioni militari), situato nelle immediate adiacenze del porto e dei cantieri.

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Navalia

Gli antichi cantieri navali di Ostia. Un incessante e rumoroso cantiere dove le formidabili navi da guerra venivano impostate, completate e varate in tempi record per volere di Cesare.

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Tauroenta

Insediamento costiero fortificato massiliota. Le sue aspre acque fanno da teatro all'epica e decisiva battaglia navale del 49 a.C. contro la flotta romana.

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Abbordaggio
Manovra d'assalto navale ravvicinato, durante la quale si aggancia la nave nemica per combattere corpo a corpo sul ponte.
Aequitas
Il sacro principio di equità e giustizia. Valore fondamentale per un magistrato come Lepido nel giudicare crimini e responsabilità.
Albero maestro
Il possente e vertiginoso pilastro centrale di legno della nave, su cui poggia l'immenso peso della vela quadrata e il sistema di sartie.
Ammiraglia
La nave principale e più imponente della flotta, dalla cui postazione sopraelevata il comandante dirige l'intera operazione militare navale.
Antesignani
Soldati d'élite scelti tra le coorti legionarie, liberi dai bagagli pesanti e dispiegati in prima linea per assalti fulminei e azioni di disturbo.
Arcieri
Tiratori letali posizionati strategicamente sui ponti o sulle torri lignee delle navi per scagliare raffiche d'attacco prima dell'abbordaggio.
Argani e Carrucole
Macchinari essenziali nei cantieri navali, azionati dalla forza umana per sollevare gli immensi alberi maestri e spostare i materiali pesanti.
Balista
Micidiale macchina d'assedio montata a bordo, capace di scagliare dardi di ferro o enormi proiettili a lunghissima distanza per perforare gli scafi avversari.
Banchina
La robusta struttura in pietra o mattoni del porto di Ostia, vitale per consentire l'attracco sicuro delle navi e le operazioni di carico.
Calafati
Artigiani navali incaricati di rendere impermeabile lo scafo della nave, inserendo fibre di canapa imbevute di pece tra le assi di legno.
Calata
L'area operativa e trafficata del porto militare, predisposta per le complesse manovre di ormeggio e sbarco degli equipaggiamenti pesanti.
Caligae
I pesanti sandali chiodati d'ordinanza, calzatura inconfondibile che scandiva il passo ritmico dei legionari romani.
Canale
Il passaggio dragato o naturale che permetteva il transito delle quinqueremi dal cantiere navale o dal fiume direttamente in mare aperto.
Canes Pugnaces
Feroci e massicci cani da guardia (spesso molossi) impiegati per pattugliare le aree sensibili, come i vasti horrea di Ostia.
Canneto
La folta e intricata vegetazione palustre lungo le coste fluviali o marittime, sfruttata dai fuggitivi come riparo o ostacolo insidioso per gli inseguitori.
Capitolium
Il tempio principale dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva), fulcro religioso e politico delle città e colonie romane.
Carpentieri
Gli instancabili artigiani e maestri del legno, le cui mani callose trasformano pesanti tronchi nelle imbattibili fortezze galleggianti della Repubblica.
Castrum
L'accampamento fortificato romano, costruito seguendo rigide regole geometriche e difensive, cuore pulsante della logistica e della vita militare.
Centurione
Il comandante di una centuria. Spina dorsale dell'esercito romano, veterano temprato che fa rispettare l'ordine con rigore e bastone (il vitis).
Chiglia
La trave principale che percorre il fondo dello scafo da prua a poppa, la vera e propria "spina dorsale" dell'imbarcazione.
Cingulum
La cinta militare in cuoio decorato, simbolo di appartenenza all'esercito, che reggeva il fodero del gladio e il pugnale.
Classis
La flotta militare romana, un imponente schieramento di navi da guerra e truppe d'assalto.
Comandante
La carica di massima autorità operativa. Custodisce l'imperium e ha il dovere assoluto di guidare e proteggere le legioni o la flotta.
Commilitone
Il compagno d'arme, un soldato che condivide la stessa tenda (contubernium), la stessa rancio e gli stessi rischi in battaglia.
Contus Nauticus
Lunga e robusta pertica di legno utilizzata dai marinai per manovrare in acque basse, respingere ostacoli o allontanare scafi nemici in abbordaggio.
Coperta (navale)
Il ponte calpestabile superiore della nave, esposto agli elementi, dal quale i marinai governano le vele e i soldati ingaggiano il furioso scontro ravvicinato.
Cordame e Cime
L'intricato e vitale insieme di funi intrecciate in canapa, impregnate di pece e sale marino, indispensabili per il governo di ogni vela e per l'ormeggio.
Costruttori
Le geniali menti ingegneristiche e tecniche che progettano scafi in grado di resistere tanto alla forza del mare quanto all'impatto dei rostri nemici.
Decima (Legio X)
La leggendaria Legio X Equestris. La forza d'élite più letale e amata da Cesare, composta da veterani dal coraggio incrollabile.
Elmo (Galea)
L'armatura per il capo, forgiata in bronzo o ferro. Essenziale per proteggere il soldato dai fendenti nemici durante il combattimento ravvicinato.
Fabbri
Gli artigiani del ferro e del fuoco, operativi giorno e notte nelle roventi fucine dei Navalia per forgiare armi, rostri, chiodi e arpioni.
Fabrilis / Fabri
Il corpo di ingegneri, carpentieri e fabbri dell'esercito o dei cantieri navali, indispensabili per la rapida costruzione di navi da guerra e macchine d'assedio.
Falegnami
Maestri della pialla e dello scalpello, impiegati per le finiture degli scafi, la sagomatura dei remi e la fabbricazione degli scudi.
Fornace
I titanici forni per la fusione del metallo, dove il bronzo rovente viene colato negli stampi per creare i micidiali rostri da combattimento.
Fossa
Lo scavo perimetrale difensivo (fossatum) di un accampamento militare romano, primo fondamentale ostacolo contro ogni assalto a sorpresa.
Garum
Salsa liquida a base di interiora di pesce fermentate, dal sapore pungente, onnipresente nelle razioni militari marittime.
Gentes
I popoli, le stirpi o le tribù. Spesso usato in ambito militare per indicare le popolazioni straniere sottomesse o gli alleati di Roma.
Gladius
La letale spada corta d'ordinanza, perfetta per il micidiale scontro corpo a corpo anche negli spazi ristretti sul ponte di una nave.
Hispania
La Penisola Iberica. Vitale scacchiere strategico delle guerre civili, appena pacificata da Cesare ma le cui ripercussioni agitano ancora l'Urbe.
Horrea
Immensamente estesi complessi di stoccaggio e magazzini, vitali per la conservazione del grano e delle merci che transitavano nei porti della Repubblica.
Igilium (Isola del Giglio)
Isola nel Mar Tirreno, punto di riferimento cruciale per i nocchieri romani prima di affrontare il mare aperto o le coste settentrionali.
Incastri
La complessa e millimetrica tecnica di falegnameria navale (a tenone e mortasa) che garantisce la resistenza strutturale dello scafo sotto le onde.
Ingegnere
L'architetto militare (praefectus fabrum) che progetta con rigorosi calcoli matematici ponti, baliste e le formidabili quinqueremi.
Insulae
I vasti e affollati caseggiati a più piani dove abitava la plebe romana, spesso realizzati in legno e soggetti a frequenti crolli e incendi.
Legato
Il fiduciario e braccio destro del generale, un senatore a cui è delegato il comando tattico diretto di un'intera legione o di un'ala dell'esercito.
Legionari
La formidabile fanteria pesante della Repubblica: professionisti addestrati alla ferrea disciplina, capaci di scavare trincee e marciare per ore.
Legione
L'implacabile macchina bellica romana. Un'unità composta da oltre quattromila fanti corazzati, una città militare in costante movimento.
Libertus (Liberto)
Uno schiavo affrancato che ha guadagnato o comprato la propria libertà. Molti artigiani e commercianti nei porti erano liberti.
Lorica Hamata
L'armatura a cotta di maglia, flessibile ma assai pesante, in dotazione ai legionari dell'epoca repubblicana.
Ludi Scaenici
Rappresentazioni teatrali e spettacoli pubblici che allietavano la plebe, spesso usati dai politici in cerca di consenso e popolarità.
Macchine (da guerra)
Torri smontabili, scorpioni e catapulte. Le formidabili armi d'assedio che la Classis romana monta a bordo per bombardare le mura nemiche.
Magister Equitum
Il Comandante della Cavalleria, titolo di eccezionale potere politico e militare, equivalente a un vice-Dittatore in tempo di emergenza.
Marea
L'alternarsi del livello delle acque, fenomeno la cui attenta lettura è essenziale per varare incolumi una massiccia nave da guerra dai cantieri.
Marinai
Il personale nautico specializzato, incaricato della gestione delle immense vele e del posizionamento della nave rispetto ai venti dominanti.
Molossi
Vedi Canes Pugnaces. Cani di stazza enorme, allevati per difendere gli accampamenti o per braccare i sabotatori e i prigionieri in fuga.
Mutatio
Stazione di sosta e cambio cavalli lungo le vie consolari, essenziale per garantire la massima velocità ai corrieri imperiali e militari.
Nautici
Gli esperti della navigazione, spessissimo greci o massilioti, la cui preziosissima conoscenza del mare li rende indispensabili per la flotta di Roma.
Navalia
I grandi cantieri navali e le darsene militari, luoghi di febbrile lavoro dove le navi da guerra venivano impostate, varate e riparate.
Navicella
Una piccola e rapida barca a remi usata per rapidi spostamenti sottocosta, ricognizioni segrete o per le spole tra l'ammiraglia e le navi di linea.
Oderint dum metuant
«Mi odino, purché mi temano». Celebre e spietata massima di potere, incarnazione di un'autorità assoluta che non cerca l'affetto ma il cieco rispetto.
Optio
Il vice-centurione, un sottufficiale di assoluta fiducia incaricato di mantenere serrati i ranghi dal fondo dello schieramento durante la battaglia.
Ordinanza
L'equipaggiamento standard e approvato che ogni legionario è obbligato a mantenere impeccabile, pena durissime punizioni fisiche.
Ormeggio
L'ancoraggio o il delicato posizionamento della nave al molo, eseguito tramite grosse funi di canapa e possenti bitte di pietra.
Paenula
Il mantello di spessa lana a campana provvisto di cappuccio, vitale per difendersi dal freddo pungente durante le guardie o dalle intemperie in mare.
Palo
Spessi tronchi appuntiti, infissi nel terreno o sul fondo del mare per costruire palizzate difensive, fondazioni portuali o deviare correnti.
Paludamentum
Il lungo mantello, tinto di rosso scarlatto o porpora, indossato in esclusiva dai massimi comandanti e generali romani.
Patibulum
Il pesante asse orizzontale della croce, che il condannato (spesso uno schiavo o un sabotatore) era costretto a portare sulle spalle verso il luogo del supplizio.
Pattuglia
Il distaccamento armato incaricato della sorveglianza perimetrale, fondamentale a Ostia per difendere i cantieri da spie e sabotatori.
Pece (Pix)
Sostanza resinosa nera e collosa, bollita e spalmata sullo scafo e sul sartiame per garantirne l'assoluta impermeabilità all'acqua salata.
Pistrinum
Il mulino-forno cittadino, dove estenuanti macine riducevano il grano in farina per la panificazione.
Ponte (Navale)
Il ponte di coperta superiore delle quinqueremi. È il vero e proprio campo di battaglia galleggiante durante un feroce scontro corpo a corpo.
Portico
La lunga galleria colonnata sotto la quale artigiani, carpentieri e fabbri trovano riparo dal sole rovente durante il loro incessante lavoro.
Pretore
Un alto magistrato dell'Urbe. Investito di imperium, amministra la giustizia e, in casi eccezionali, assume comandi militari nevralgici.
Prua e Poppa
Le due estremità della nave. La prua (prora), armata di rostro, fende le onde; la poppa, rialzata, ospita il timoniere e la postazione di comando.
Pulpitum
Il palcoscenico teatrale rialzato o, in campo navale, la piattaforma poppiera usata per impartire ordini all'equipaggio.
Puntelli
Solidi e spessi tronchi di legno disposti ad angolo per mantenere l'enorme scafo della nave in perfetto equilibrio sullo scalo durante la costruzione.
Quinquereme
La più possente e massiccia nave da guerra pesante, una fortezza galleggiante mossa da cinque ordini di rematori per fiancata, nata per speronare.
Remiges
I rematori della flotta. A differenza degli schiavi dei miti successivi, nella flotta romana repubblicana erano spessissimo uomini liberi e stipendiati, addestrati a mantenere ritmi massacranti.
Rollio
L'incessante e nauseante oscillazione laterale della nave sulle onde, che mette alla prova la resistenza fisica delle reclute durante la navigazione.
Rostro (Rostrum)
Il temibile sperone in solido bronzo innestato a prua sotto la linea di galleggiamento. La sua funzione era tranciare di netto lo scafo avversario.
Rotta
Il tracciato navale da seguire in mare aperto per raggiungere Massilia o Roma, calcolato studiando venti, stelle e pericolose correnti costiere.
Rubrica Fabrilis
Argilla rossa usata dai carpentieri navali. Ridotta in polvere o in pasta, serviva a tracciare i segni e le linee di taglio sui tronchi di legname grezzo.
Salute (Salutem)
Il formale augurio di apertura nelle epistole ufficiali romane, ma anche la cura fisica delle truppe e degli operai nei faticosi cantieri.
Sartiame
Il complesso e vitale groviglio di sartie e cime che stabilizza il maestoso albero principale e permette la gestione delle grandi vele in tela.
Sartie
L'intricato sistema di spesse cime (sartiame) tirate strettamente ai lati dell'albero maestro per garantirne la stabilità strutturale sotto i venti di tempesta.
Scalmo
Il perno massiccio, sporgente dal bordo dello scafo, a cui il remo viene saldamente legato per fare leva contro l'acqua del mare.
Scogliera
Pericolosa parete rocciosa a picco sul mare. Il terrore di ogni comandante che navighi di notte sfuggendo ai pattugliamenti nemici.
Scutum
Lo scudo legionario, leggermente curvo e semi-cilindrico, in grado di deviare i fendenti e formare l'inespugnabile testuggine d'assalto.
Segnalatore
Il soldato incaricato di trasmettere comandi silenziosi tra le navi, servendosi di bandiere colorate di giorno e bracieri o lanterne di notte.
Sottocoperta (navale)
Lo spazio angusto e soffocante al di sotto del ponte principale, saturo del sudore dei rematori e dominato dal rombo costante dei comandi di voga.
Spada (Gladio)
Vedi Gladius. L'iconica arma di Roma: corta, a doppio taglio, forgiata per colpire di punta nel brutale e serrato scontro di fanteria.
Strada (Via)
Le poderose arterie consolari lastricate in pietra (come la Via Ostiense), essenziali per marce forzate, logistica e controllo del territorio.
Taberna
La bottega aperta sul livello stradale, anima del vivace e chiassoso commercio nei vicoli di Ostia, Roma e Massilia.
Timone
L'organo direzionale delle navi antiche: non una ruota, ma due immense e pesantissime pale laterali immerse nell'acqua ai fianchi della poppa.
Timoniere
Il marinaio più esperto (gubernator). La sua maestria nel leggere le correnti è l'unica cosa che si frappone tra la flotta e un disastroso naufragio.
Torri
Imponenti strutture difensive di legno, fissate sul ponte delle grandi navi, da cui truppe scelte bersagliano il ponte avversario come da un castello.
Velarium
L'immensa copertura di grandi vele retrattili manovrate da marinai, stesa sopra i teatri per ombreggiare gli spettatori dal torrido sole.

Giove e Saturno

Racconti di Marco Palaferri

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Battaglia di Tauroenta

Capitolo XXI - Atlantide. La battaglia prende vita sulla mappa: segui le flotte, le manovre e lo scontro navale nel cuore del romanzo.

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Esplora Le Rotte Navali

Naviga le acque infide del Mediterraneo occidentale. Da Ostia Antica all'assedio della formidabile Massilia.

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Cronologia degli Eventi

Inizio Luglio 49 a.C.
  • Cap. 1: L'ordine di Cesare
  • Cap. 2: L'ombra sui Titani
  • Cap. 3: L'incidente
  • Cap. 4: Il ponte
  • Cap. 5: La necessità
  • Cap. 6: L'alba
  • Cap. 7: Il legame del cielo
  • Cap. 8: La prova
  • Cap. 9: La scusa
  • Cap. 10: La polvere
  • Cap. 11: Il teatro
  • Cap. 12: Fumo negli occhi
  • Cap. 13: La croce
  • Cap. 14: La lunula
  • Cap. 15: Il sale
  • Cap. 16: Il corvo
  • Cap. 17: Il varo
Fine Luglio 49 a.C.
  • Cap. 18: Castrum Novum
  • Cap. 19: Genua notte
  • Cap. 20: Genua partenza
Fine Luglio / Primi Agosto 49 a.C.
  • Cap. 21: Atlante
  • Cap. 22: Pari pericolo
Fine Agosto 49 a.C.
  • Cap. 23: Oceano
Settembre 49 a.C.
  • Cap. 24: Uomo d'onore